SARONNO – Potrebbe arrivare già il prossimo 31 marzo la sentenza del processo a carico del tunisino accusato di aver, con un complice marocchino, estorto oltre 10 mila euro in tre anni all’ex cappellano dell’ospedale di Saronno per tenere nascoste rivelazioni intime fatte dal religioso mentre i due erano ospitati nel suo appartamento. La vicenda era diventata di pubblico dominio nel 2017 quando il sacerdote era stato vittima di un pestaggio con tanto di minacce di morte.

E’ stato proprio l’ex sacerdote nella giornata di giovedì a ricostruire in tribunale, in un’udienza a porte chiuse, tutte le fasi della vicenda.

Il cappellano aveva consegnato ai due stranieri somme tra i 50 e i 200 euro in più riprese per tre anni. Nell’agosto 2016 il ricatto era però finito. Uno dei due complici erano tornato l’anno successivo chiedendo di nuovo soldi. A fronte del rifiuto del religioso l’aveva scaraventato a terra minacciandolo con delle forbici e picchiandolo. Intervenne l’assistente del cappellano che mise in fuga lo straniero poi identificato dai carabinieri con una lunga serie di indagini fatte anche di pedinamenti e accertamenti sui tabulati telefonici. Identificato venne arrestato ma di lui si persero le tracce appena ottenne i domiciliari.