SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Obiettivo Saronno in merito alla situazione dell’istituzione Zerbi per cui le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro urgente all’Amministrazione.

Il programma elettorale dell’amministrazione Airoldi presenta nel capitolo Welfare un paragrafo dedicato agli asili nido il quale recita:“Gli interventi educativi nella fascia d’età 0-3 anni sono un punto importante del programma per diversi motivi. Oltre a costituire un importante elemento educativo per i bambini coinvolti, è indubbio che i servizi 0/3 svolgano una importantissima funzione di conciliazione vita – lavoro. A Saronno, dove si sconta un’inadeguata rete di questi servizi, le famiglie possono subire un danno: l’impossibilità per le donne di lavorare ha come conseguenza la riduzione del reddito familiare e la mancata realizzazione delle istanze di emancipazione e crescita di ruolo sociale delle donne”

Come primo ingrediente della ricetta per risolvere il problema dell’inadeguatezza della rete degli asili nido saronnesi, il programma amministrativo dell’amministrazione vigente, firmato Pd, lista Saronno civica per Airoldi Sindaco e Tua Saronno, riporta la necessità che vengamantenuto l’attuale perimetro dei servizi di nido gestiti direttamente dal Comune”.

Leggendo i comunicati stampa delle organizzazioni sindacali sembrerebbe ci si avvii all’apertura dello stato di agitazione dei dipendenti dell’Istituzione Zerbi (la partecipata del Comune di Saronno che gestisce gli asili nido e le scuole dell’infanzia comunali) in quanto non sono state mantenute, da parte del sindaco e dell’istituzione stessa, le promesse di assunzione dei lavoratori della Zerbi al fine di mantenere le attuali dotazioni organiche: i sindacati riferiscono di una trentina fra posti vacanti e educatori e insegnanti a tempo determinato.

Alla base della scelta dell’amministrazione Airoldi, di non tener fede all’impegno – sottoscritto a luglio 2022 – di avviare le procedure concorsuali per l’assunzione dei lavoratori dell’Istituzione Zerbi, c’è probabilmente la riduzione della capacità ricettiva del nido Candia nel prossimo anno scolastico (2023/2024) dal momento che l’edificio  sarà oggetto di interventi di manutenzione straordinaria. Le organizzazioni sindacali riferiscono di una decina di posti in meno per i bambini ad oggi iscritti al Candia, che saranno ospitati nella scuola primaria comunale San Giovanni Bosco al quartiere Matteotti, e dell’impossibilità di ricevere nuove iscrizioni. Una capacità ricettiva che diminuirà da 60 a 25 posti  e che, oltre a non mantenere il servizio di asilo nido gestito da Comune, non avrà bisogno della collaborazione di parte dei lavoratori della Zerbi che rischiano così il posto di lavoro.

In questa situazione, spicca il surreale silenzio della presidente dell’Istituzione Zerbi, Lisaberta Castaldi – nominata in quota della lista Con Saronno di Pierluigi Gilli che si è dimessa alla fine dello scorso novembre e dopo poco più di un mese ha ritirato le dimissioni, il tutto senza mai ritenere di dover spiegare ai cittadini le sue concrete motivazioni. Spiegazioni che non sono arrivate nemmeno adesso, nella situazione di caos generale e che lasciano presupporre che sia lei che il suo referente politico Pierluigi Gilli condividano appieno le azioni intraprese da quest’amministrazione, sia la riduzione dei posti disponibili per i bambini negli asili nido comunali che lo stop alle assunzioni degli educatori promesse solo lo scorso anno.

Almeno mantenere l’attuale servizio, recitava il programma elettorale del Sindaco Airoldi. E invece, nemmeno questo.

Una città di 40.000 abitanti, in un periodo storico in cui sempre di più entrambi i genitori devono lavorare per pagare le bollette e le tasse – che il Sindaco Airoldi sta per aumentare –  senza un servizio di asilo nido adeguato.

Una Amministrazione che si riempie la bocca con le pari opportunità e la conciliazione vita-lavoro e che, al contrario,  non riesce a mantenere il servizio alle famiglie  fornito negli anni passati, è una Amministrazione inaffidabile, lontana dalla realizzazione del proprio programma elettorale, una Amministrazione – firmata Airoldi – che sta trasformando Saronno in una città deserta,  immobile e non attrezzata con un Sindaco che i cittadini hanno già bocciato.


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6 Commenti

  1. Io ho fiducia nelle competenze di questa amministrazione, nelle persone che lavorano alla Zerbi, non mi piacciono i vostri allarmismi, anzi ne sono proprio stufo!

  2. Io non mi fido di questa amministrazione, ma parimenti non mi fido di Obiettivo Saronno: non mi dimentico la faccenda dell’ex Rodari

  3. OS è un megafono da stadio che crea allarmismi inutili, creando ansie evitabili se si è a conoscenza dei meccanismi burocratici previsti per integrare in un organico di una struttura di servizi di pubblica utilità il personale specializzato del settore. Smetterla di sollevare polveroni sarebbe proficuo per tutti.

  4. Come contraddirsi in 2 righe:
    “Una città di 40.000 abitanti…”
    quindi Saronno con 12.000 studenti al giorno, 7 binari di stazione, banche, alberghi, industrie, negozi di ogni tipo, decine e decine di associazioni, un’offerta sportiva di primo livello, giornali dedicati, radio, monumenti nazionali e tanto altro ancora…
    e voi:
    “l’Amministrazioni Airoldi sta trasformando Saronno in una città deserta, immobile e non attrezzata”
    Ma devvero dobbiamo credere che in 2 anni e mezzo di amministrazione Airoldi, di cui uno e mezzo con voi presenti in maggioranza – e con un vostro assessore poi allontanato – Saronno si sia così trasformata?

  5. Non mi fido nè di questa Giunta, a tratti peggiore di quella Leghista, nè dell’opposizione pedante di Ob saronno. Spero in una nuova classe politica per la città, il momento è davvero preoccupante

    • Prima di intraprendere l’attività politica, anche per quella locale, si deve studiare e apprendere ogni percorso della burocrazia, delle regole, dei doveri prima dei diritti che un attore deve avere nel suo bagaglio culturale. Le improvvisazioni creano danni irreparabili dovuti all’ignoranza delle materie le cui competenze occorrono per svolgere tale “missione” a favore di una collettività. Pensare all’attività politica come fosse unico posto di lavoro per un giovane attivista riduce le potenzialità di ogni persona.

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