SARONNO – “Fregato” da un amico d’infanzia, un ragazzo di Uboldo ha rischiato una condanna penale: all’amico aveva prestato 1350 euro, e l’altro gli aveva restituito la somma con quattro assegni, che d’altra parte si erano rivelati di provenienza irregolare. Insomma, l’uboldese non aveva più visto i soldi concessi al conoscente ed in più si era ritrovato sulle spalle un denuncia per la ricettazione degli effetti bancari.

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Ora il processo al tribunale di Saronno, che si è concluso con l’assoluzione dell’imputato da parte del giudice Piera Bossi. Nei confronti del giovane, il pubblico ministero Lorenzo Gorla aveva chiesto una pena a due anni di reclusione.

Il prestito era stato concesso nel 2010, quindi l’amico aveva restituto una parte della somma, tramite gli assegni. Uno (da 400 euro) era stato depositato in banca, gli altri tre (due da 250 euro ed uno da 180 euro) erano stati girati ad un comune amico, un barista. Tutti erano “tornati indietro”: successivamente, infatti, che erano di provenienza illecita, tempo prima un panettiere ne aveva denunciato la scomparsa.

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