SARONNO – Nel corso di una perquisizione domiciliare avvenuta nel gennaio 2011 i carabinieri trovarono alcune ricette mediche ospedaliere in bianco: in quell’abitazione non c’erano andati per quello, ma perchè il perchè il padrone di casa – che faceva il portinaio – era accusato di essersi appropriato di alcune carte di credito di coinquilini e di averle illecitamente utilizzate. Comunque sia, il rinvenimento delle ricette mediche mese nei guai la moglie dell’uomo, che sino a poco tempo prima aveva lavorato in ospedale.

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Adesso al tribunale cittadino si è concluso il processo: la donna, una saronnese difesa dall’avvocato Roberta Ferrari, ha affermato che le ricette erano solo carta straccia, prelevata in reparto perchè fosse buttata via e che invece le era rimasta in tasca, con la successiva decisione di riciclarle in ambito domestico come carta per prendere appunti. La circostanza che le ricette, molto vecchie, fossero di fatto inutilizzabile per chiedere prestazioni mediche o per ottenere medicinali in farmacia, hanno evidentemente contribuito a creare nel giudice la convinzione che non stesse mentendo. La sentenza del magistrato, Piera Bossi, è stata di assoluzione perchè il fatto non sussiste.

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