SARONNO – Dalle province di Verona, Pavia, Asti, Massa Carrara, Pesaro, Perugia, Lecco, Prato e Bellinzona oltre ovviamente a Milano, Como, Varese e Monza e Brianza sono arrivate firme, una quarantina, contro la presenza di animali alla rievocazione storica di Sant’Antonio.

La missiva è arrivata ieri all’Amministrazione comunale, ai consiglieri di minoranza e agli organi di stampa. Si parte con un riassunto della rievocazione e dell’incidente di cui è stato vittima un 21enne della provincia di Pavia. E continua: “E’ stata una festa davvero memorabile per Saronno che insiste tetragona nel mantenere questa granitica tradizione che sfrutta gli animale. Nessuno ha avuto l’accortezza di chiedersi che cosa possa essere passato nella testa del cavallo per reagire in quel modo? Non è più accettabile vedere animali camminare o correre in mezzo a un guazzabuglio di persone che urlano, cantano, suonano; animali che trainano carri e carrozze, magari agghindati come pupazzi, sono espressione di un senso di dominio diseducativo, oltre che crudele.

“Avevamo già scritto – rimarca la prima firmataria – quanto fosse crudele e anacronistica la festa di Sant’Antonio in alcune località del varesotto tra cui Saronno. I fatti ci hanno dato ragione e non è la prima volta che accade”. E conclude: “E’ la prima volta che si verificano incidenti e quindi chiudiamo un occhio e si va avanti così il prossimo anno?”.

(un momento della sfilata immortalato da Edio Bison)

16012018

8 Commenti

  1. Petizione per abolire il Natale!
    Babbo Natale sfrutta le renne!
    Poveri noi come siamo caduti in basso!

  2. Gli animali sono stati stressati e disturbati dalle urla isteriche delle attiviste animaliste.
    Ho visto la sfilata in due punti ( Via Verdi e S. Giuseppe ) e il pubblico ha partecipato in silenzio rispettando la serietà delle comparse calate ognuna nel suo ruolo.
    E secondo voi, con quaranta firme raccolte in 13 province, dovremmo fermare una manifestazione storica voluta da migliaia di saronnesi?

    • Mi dispiace ma pur non condividendo la protesta gli animali sono stati stressati in generale dalla presenza del pubblico, non diamo colpe a chi nel fatto specifico non ne ha.

  3. Al di là dei soliti commenti… una riflessione è doverosa. Cosa si può fare per aumentare la sicurezza? L’uso di animali può comportare rischi, e purtroppo l’incidente dell’altro giorno (i miei migliori auguri di pronta guarigione al ragazzo ferito) l’ha dimostrato, come anche i fatti tragici avvenuti non molto lontano da qui durante un palio. Quindi secondo me serve una riflessione su come migliorare la sicurezza. Magari più protezioni lungo il percorso per il pubblico, meno animali a “rischio” come cavalli… insomma bisogna anche pensarci per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

  4. Polemica inutile e disfattista. Le tradizioni popolari di una Comunità fanno parte della propria storia che non può e non deve essere oscurata solo per la polemica di pochi. Gli incidenti casuali ed imprevisti in un evento pubblico possono avvenire ma che potrebbero essere prevedibili durante la fase organizzativa dell’evento. In questo caso specifico transennare tutto il percorso della sfilata storica, come avviene per una corsa ciclistica che si svolge all’interno della viabilità cittadina, potrebbe essere una futura soluzione al problema, rispettando tutte le sensibilità dell’essere umano e dell’essere animale.

  5. con grande rispetto e considerazione per tutti coloro che lavorano duro per organizzare la rievocazione storica di sant’Antonio e coloro che vi partecipano da spettatori si debbono accettare le critiche e si può ragionare sugli spunti per un miglioramento
    altrimenti siamo di fronte all’ennesimo dogma !
    senza cadere nel fanatismo si chiede di fare di più per garantire una tutela degli animali partecipanti alla manifestazione
    inammissibile comunque il rito pagano della benedizione degli animali e delle auto

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