SARONNO – “Un viaggio iniziato nel 2015, un viaggio insieme a persone che hanno creduto nella filosofia di Sac, acronimo di Saronno al Centro e lista civica saronnese”

Inizia così la nota della lista civica Saronno al centro che annuncia la propria definitiva chiusura ripercorrendo la propria storia.

Enzo Volonté, personaggio molto noto in città sia politicamente sia per le numerose iniziative a carattere sociale, aveva voluto con sé, in questa avventura politica, Paolo Strano altro personaggio di spicco nel panorama cittadino e a capo della scuola superiore istituto Prealpi, oltre che politicamente impegnato e conosciuto.

Eletto presidente di Sac, Volonté aveva più volte spiegato la sua idea del progetto politico in cui “si iniziasse a lavorare tutti insieme per il bene della città a prescindere dalle magliette”. E, infatti, questa lista civica, formata da tanti amici, aveva scelto come candidato sindaco, un altro pezzo da 90, Dario Lonardoni, saronnese di adozione, che era andato in pensione da pochi mesi, dopo essere stato direttore generale, per molti anni, delle Ferrovie Nord Milano. Alle elezioni del 2015, Saronno al Centro fece il “ boom”: 10,2 %! Un risultato sorprendente per una lista civica nata da pochi mesi ma che aveva dimostrato grande volontà e determinazione.

Iniziò così la collaborazione con la Lega Nord che gli elettori avevano votato in grande maggioranza e che proponeva Alessandro Fagioli come sindaco della Città. Per merito dell’ottimo risultato elettorale ottenuto, scelse per la sua Giunta, due esponenti di Sac, come assessori. Uno al Commercio e l’altro ai Lavori Pubblici, che contribuirono al governo della città grazie ad una corretta e proficua collaborazione con il resto della maggioranza. Enzo Volonté sedeva nei banchi del consiglio comunale. Il trio vincente era presente nella città.

Parlavamo di un viaggio, in parte interrotto nel novembre dello stesso 2015, con l’improvvisa morte del presidente Enzo Volonté, che lasciò il gruppo orfano del suo “genitore” e cui subentrò, all’unanimità, l’amico Paolo Strano. Il tempo passa e dopo cinque anni di governo della città da parte del centro destra, le elezioni del settembre 2020, ratificano un cambio di rotta e la vincita, al ballottaggio, del nuovo Sindaco di centro sinistra. Questa successione decreta anche la discesa rapida della lista civica Sac che ne esce, nonostante gli ottimi e dimostrabili risultati ottenuti con i due assessori Lonardoni e Strano, con le ossa piuttosto ammaccate. La voglia di ripresa, con tanti cerotti, ha ricompattato il gruppo e l’anima forte e generosa del presidente Paolo Strano, stava cercando di risollevare le sorti della lista civica con nuove iniziative e progetti.

Un’altra volta il destino, questa volta chiamato Covid, ha tolto le speranze a tutto il gruppo portandosi via il Presidente in pochissime settimane, nello scorso aprile. Il colpo è stato troppo forte e troppo recenti le perdite perché il timone fosse preso e raddrizzato. I “vecchi” del gruppo, non se la sono sentita di andare avanti, i giovani presenti nella lista, non se la sono sentita di prendere il comando. La politica non è un gioco, è una cosa seria e quando si decide di andare avanti, ci vogliono le idee chiare, l’abnegazione, la voglia di sacrificare tempo e risorse per trovare le soluzioni; il tutto condito da una grande onestà intellettuale che sempre deve esserci, ma è l’esperienza che conduce, in primis, il gioco.

Ecco perché il viaggio è terminato. C’è una frase famosa del rivoluzionario Emiliano Zapata, che dice: ” Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”.

12 Commenti

  1. La politica Saronnese e il futuro di Saronno è in mano a tuttofare Puzziferri. Annamo bene.

    • Siete sopravvissuti a Fagioli & Co, potrete sopravvivere eventualmente anche a Puzziferri

  2. La storia di tutti i partiti o gruppi politici che sono frutto di personalismi fanno questa fine.
    Lo è stato per sac come lo è stato per molti e lo sarà per altri ancora Berlusconi su tutti…
    Avevano un degno erede l’han cacciato nel peggiore dei modi e pensare che il loro fondatore lo portava in palmo di mano…
    Ah che brutta roba i partiti nati dai personalismi…

  3. Se ben ricordo il Signor Dario Lonardoni non è mai stato direttore generale delle FNM ma un dirigente di alto livello

  4. ma nn si sono accorti che è quello che hanno fatto negli ultimi 5 anni con i loro padroni i leghisti?

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