SARONNO – Con il concerto spirituale di ieri sera alle 21 in San Francesco sono iniziate ufficialmente le celebrazioni della ricorrenza del Trasporto.

IL PROGRAMMA

Oggi sabato 23 il Crocifisso sarà portato nella cappella dell’ospedale dove alle 16 si celebrerà la Messa per i malati della città e la somministrazione dell’olio degli infermi a chi lo desidera. Alle 18 la statua sarà nuovamente portata in Prepositurale, all’altare del Crocifisso per le tradizionali celebrazioni e venerazioni popolari.

Giornata clou come sempre quella di domenica che si aprirà alle 10 con la messa solenne seguita alle 15 dalla processione presieduta dal nuovo prevosto monsignor Claudio Galimberti.

IL PERCORSO

E’ stato studiato un percorso ad hoc per evitare le arterie più strette e permettere ai fedeli di mantenere il distanziamento anche all’aperto. Si partirà da piazza Santuario e proseguendo su via Varese, via Primo Maggio, piazza San Francesco, corso Italie si arriverà in Prepositurale. Al cerimonia si concluderà con la benedizione della città.

LA TRADIZIONE

Tutto è iniziato nel 1734, anno dell’abbattimento dell’antica chiesa di San Cristoforo dalla quale il santo Crocifisso fu trasportato e definitivamente collocato nella navata sinistra della Prepositurale. L’anno successivo l’allora arcivescovo di Milano Filippo Visconti istituì la ricorrenza del Trasporto in cui venne definita la processione, da tenersi la quarta domenica di ottobre, del Crocifisso.Si tratta di una scultura regalato alla saronnese confraternita di San Cristoforo da una comunità religiosa di Cernobbio sul lago di Como. Nel diario di uno storico conservato in Prepositurale sulla data del 3 maggio 1731 si può leggere che l’effige fu donata dalle monache benedettine di Cernobbio perchè “molto pesante e difficile da maneggiarsi da un sesso femminile“.

Pochi anni dopo nel 1783 arrivò l’ordine dell’imperatore Giuseppe II si sopprimere la chiesa di San Cristoforo da cui la necessità di spostare la statua in Prepositurale punto d’origine della festa cittadina.
Una novità fu introdotta nel 1940 quando il cardinal Schuster, in visita a Saronno, pose per la prima volta la corona di spine d’oro sul capo di Cristo al termine della processione rituale che viene ripetuto ancora oggi.

LA NOVITA’

Per la prima volta il Crocifisso poggerà su un supporto creato ad hoc per evitare che lo spostamento possa danneggiarne la struttura in legno o gli strati pittorici. E’ la scelta fatta dal team guidato dall’architetto Carlo Mariani che con l’esperta Carola Ciprandi ha recentemente restaurato l’opera dopo che l’anno scorso furono trovate delle crepe. QUI TUTTA LA PRESENTAZIONE DELL’INTERVENTO

POST COVID

Si tratta della prima processione dall’inizio della pandemia di Covid e anche per questo la Comunità pastorale ha preso tutte le precauzioni del caso. Del resto l’anno scorso con un momento di preghiera all’aperto l’allora prevosto don Armando Cattaneo aveva voluto che la città non rinunciasse al momento di devozione.